Linux è libertà. Un telefono non è pensato per renderti libero.
Dopo nove mesi di utilizzo del Jolla C2 Community Phone non posso dire di esserne soddisfatto. L'azienda si posiziona come scelta europeista, in contrapposizione alle Big Tech americane, eppure i servizi principali (hosting web, DNS, email) sono ospitati su AWS e Microsoft — entrambi americani.
La fonte è un thread del forum ufficiale Sailfish OS (consultato il 24/09/2026) in cui un utente ha tracciato l'infrastruttura e chiesto spiegazioni a Jolla. Il sito European Alternatives conferma indipendentemente che entrambi i domini principali sono ospitati su AWS.
Di quale europeismo si parli, non mi è chiaro.
Per tornare centrati sul focus: "non esiste, al momento, una vera alternativa concreta ad Android e iOS tra i telefoni Linux"
"a mio avviso la situazione è voluta più che causale: i produttori non rendono pubblici i driver, e questo di fatto impedisce la creazione di alternative."
Le uniche alternative che, per usare un eufemismo, "funzionicchiano" sono
SailfishOS

Non lo consiglierei a nessuno. È l'unico dei tre con supporto alle app Android, e il nuovo Jolla Phone 2026 (Dimensity 7100, AMOLED, camera Sony) ha hardware finalmente decente. Ma i problemi restano strutturali: Silica (l'interfaccia), AppSupport (il layer di compatibilità Android), Calendario, Fotocamera e gran parte delle app di sistema sono closed source. Non è male per un telefono che si presenta come Linux.
"L'update 5.1.0.11: ti toglie il Bluetooth e ti dà il Cell Broadcasting. Non puoi più ascoltare musica, ma puoi ricevere avvisi di allerta meteo. Sempre connesso, ma non a te."
Il mio consiglio: non compratelo.
Giudizio finale: 5/10
Ubuntu touch

Ho un vecchio Redmi Note 9 Pro e finalmente sono riuscito a installare Ubuntu Touch, ma con fatica. È una strada impraticabile per chi non ha dimestichezza con il terminale Linux.
Sul mio dispositivo mancano alcune cose presenti su Jolla: registrazione delle chiamate, crittografia del disco (LUKS), VPN WireGuard. D'altra parte, Waydroid è molto meglio di AppSupport: fa partire un container con un'immagine LineageOS, un ambiente che conosco e che posso ispezionare, mentre AppSupport nasconde tutto dietro un layer chiuso.
L'interfaccia grafica (Lomiri) è molto meglio di quella di Jolla, che è complicata e a volte fastidiosa. I telefoni supportati al 100% sono davvero pochi, ma per chi vuole imparare e ha tempo è una buona nave scuola.
Giudizio finale: 5/10
PostmarketOS

Tra i tre, il peggiore in termini di usabilità. Nessuna compatibilità con Android: è un telefono Linux puro, e per me questa non è una pecca, anzi. La compatibilità "vera" (tutte le funzioni hardware funzionanti) si limita a pochi dispositivi — la lista completa conta 250+ telefoni, ma la maggior parte ha almeno una funzione degradata (quasi sempre la camera o il VoLTE).
Ha la crittografia LUKS come Sailfish OS, è completamente open source dal bootloader alla UI, tutto modificabile. Un'altra cosa importante: è l'unico dei tre Auditabile — non che sia stato auditato formalmente, ma il codice è pubblico e chiunque può verificarlo. Per Sailfish OS questo è impossibile sui componenti chiusi; per Ubuntu Touch è possibile ma complicato dal layer Halium.
Per quanto apprezzi lo sforzo dei suoi sviluppatori, ci si scontra con l'industria closed degli smartphone: senza driver mainline per ISP e modem, la camera non funziona bene e il VoLTE è un'utopia.
Giudizio finale: 3/10
E gli altri?
La lista si potrebbe allungare con prodotti come il Furi Labs FLX1 (tre kill switch hardware veri, Debian puro, KVM nativo) o il PinePhone Pro (cinque interruttori fisici, ma camera WIP). A parte una privacy aumentata e un'esperienza Linux più "vera", l'usabilità resta quella di un telefono secondario, non certo affidabile come unico dispositivo.
Conclusione
Il collo di bottiglia non è il software. È l'hardware.
Ogni OS Linux mobile che esista oggi funziona all'80% — e il 20% che manca è sempre lo stesso: la camera, il VoLTE, a volte il modem. Non è un problema di competenze degli sviluppatori. È che i driver mainline per ISP e modem mobile non esistono, e senza di essi nessun kernel Linux può fare il lavoro che le HAL di Android fanno in modo chiuso e non auditabile.
La domanda non è "perché i telefoni Linux non funzionano?". È "perché l'hardware mobile non è progettato per essere aperto?". La risposta è che non serve a nessuno che lo sia.
Non credo che cambierà. Non per mancanza di volontà da parte della community — ce n'è eccome, e il fatto che la Fairphone 6 in una settimana di agosto 2026 sia passata da "niente camera" a "tre camere + VoLTE" dimostra che quando l'hardware collabora, il software arriva. Ma quando non collabora, il software non può fare miracoli.
Linux è libertà. Un telefono non è un computer che hai in tasca. È un computer che ha te in tasca.